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Elio Martinelli, Assosuini: «Chiediamo deroghe per macellare suini ormai troppo pesanti»

April 16, 2020
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Elio Martinelli, Assosuini: «Chiediamo deroghe per macellare suini ormai troppo pesanti»
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Elio Martinelli, Assosuini: «Chiediamo deroghe per macellare suini ormai troppo pesanti»
Apr 16, 2020

La gravità della situazione per la suinicoltura italiana è evidenziata innanzitutto dai numeri. Le riassume efficacemente Elio Martinelli, presidente di Assosuini: «In questa fase di emergenza da coronavirus i macelli stanno operando a ritmi inferiori del 25% rispetto a una situazione normale. Il prezzo dei capi grassi da macello è sceso da 1,808 euro al chilogrammo di metà dicembre a 1,402 di inizio aprile. In più, ad aggravare il quadro già di per sé pesante per la suinicoltura italiana, ci sono i rinvii nei ritiri del bestiame, col rischio che gli animali vadano fuori peso per rimanere all’interno del circuito delle cosce Dop da prosciutto».
La situazione complessiva, incalza Martinelli, «genera ansia, incertezza e irrazionalità. Servirebbe un tavolo di filiera che coinvolga i rappresentanti del mondo agricolo, industriale, dei consorzi di tutela dei prosciutti Dop di Parma e San Daniele. Inoltre possiamo utilizzare le cosce fresche Dop per fare bistecche, in un frangente in cui il mercato riconosce ai lombi maggiore remuneratività. Mentre per le cosce Dop stagionate pronte per il consumo si potrebbe autorizzare, in deroga momentanea all’attuale disciplinare, la preparazione delle vaschette alla Gdo, visto che i canali taglio al banco e Horeca sono fermi».  

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La gravità della situazione per la suinicoltura italiana è evidenziata innanzitutto dai numeri. Le riassume efficacemente Elio Martinelli, presidente di Assosuini: «In questa fase di emergenza da coronavirus i macelli stanno operando a ritmi inferiori del 25% rispetto a una situazione normale. Il prezzo dei capi grassi da macello è sceso da 1,808 euro al chilogrammo di metà dicembre a 1,402 di inizio aprile. In più, ad aggravare il quadro già di per sé pesante per la suinicoltura italiana, ci sono i rinvii nei ritiri del bestiame, col rischio che gli animali vadano fuori peso per rimanere all’interno del circuito delle cosce Dop da prosciutto».
La situazione complessiva, incalza Martinelli, «genera ansia, incertezza e irrazionalità. Servirebbe un tavolo di filiera che coinvolga i rappresentanti del mondo agricolo, industriale, dei consorzi di tutela dei prosciutti Dop di Parma e San Daniele. Inoltre possiamo utilizzare le cosce fresche Dop per fare bistecche, in un frangente in cui il mercato riconosce ai lombi maggiore remuneratività. Mentre per le cosce Dop stagionate pronte per il consumo si potrebbe autorizzare, in deroga momentanea all’attuale disciplinare, la preparazione delle vaschette alla Gdo, visto che i canali taglio al banco e Horeca sono fermi».